martedì 6 gennaio 2015

La sua ragazza


Lei è la sua ragazza. Si tinge i capelli ogni volta che lui cambia casa.

Tranquilla si fuma una sigaretta mentre arrotola  sottili strisce di alluminio attorno ai ciuffi tenuti assieme  dall’elastico giallo.
Lui  sta seduto sul tappeto nella casa vuota, apre senza fretta lo scatolone dei bicchieri preso dal sedile del furgone.

“Ti piace la casa?” Le chiede mostrandole il giardino che sta dietro al garage.
Lei fa una piega strana  con la parte destra della bocca che diventa poi un sorriso, lo guarda nelle labbra.
“Ti piaccio così?” Si gira lentamente per mostrargli i suoi nuovi capelli color zucchero filato.
Lei  è la sua ragazza da sempre. Diversa in ogni casa dove hanno abitato, anno dopo anno.

Io me  li ricordo quando andarono a vivere in montagna.

Lui lasciò il lavoro e piantò le sue patate là dove finiva il bosco.
Lei non disse nulla, lo seguì.  Prese il rasoio elettrico e si tagliò tutti i capelli mettendoli in una busta di plastica.

Lo guardava mentre al mattino tardi accendeva la stufa: sapeva che in quel momento si sentiva come  un cane che non voleva più avere la catena. Dopo il caffè, lui spariva con l'ascia  nel bianco del bosco di betulle. Preparava la legna per l’inverno, tornando si fermava a guardare le piantine nell’orto.

La sua ragazza ripose lo specchio,  lo avvolse in un vecchio foulard, quello a stampe blu  che aveva preso a Ginevra e lo mise nel cassetto, dentro la busta con i capelli.
Così aspettò per tutta l’estate  che le ricrescessero lisci e dolci come le sue patate.