mercoledì 30 novembre 2011

che ci faccio io qui?

Per un pò andai a Vienna d'estate.
Piero mi aspettava a casa di Lentz a Kettenbruckengasse, raccomandandomi di portare il grana, il caffè e la pasta ma non le mie patate che tanto lì era pieno. La vita domestica ed accademica nella vecchia Vienna fu così diversa e nuova  che tornai senza patria, immagino che mi dovevo sentire, in modo un pò naïf, un cittadino del mondo.
Viaggiare all'epoca delle cabine telefoniche è stata una esperienza particolare e preziosa.

Poi mi comperai una Pentax 6x7 un pò ammaccata e delle vecchie luci Balcar, così  passai le mie estati con i fondali di carta,  pagati  sessanta giorni fine mese.

Con gli anni i fondali si macchiarono ed appena scontata la pena del mutuo iniziai a viaggiare.
Non mi sentivo  un fotografo di reportage o di viaggi, ma incontrai un direttore ed una redazione che vedevano un senso nel mio lavoro e mi diedero fiducia; fu così che mi comperai una nikon D700 ed uno zaino Temba.

Lavorare con i "Viaggi del Sole" mi ha permesso di "vedere"  paesi che difficilmente avrei potuto e voluto visitare;  immagino che diversamente sarei ancora a bere  la weizen  all' "amarcord cafe" o a mangiare un leberkäse a karlsplazt.
In questi anni la mia macchina fotografica e la veloce penna di Ilaria hanno parlato di luoghi, città  e persone, di un mondo fatto di tante piccole case, sempre più simili e vicine, ma che poi nascondono al loro interno la propria diversità ed essenza.

Bussare e farsi aprire non è stato sempre facile. 
Questo post è dedicato a tutti quelli che mi han permesso di entrare.